Villa Lysis
Villa Lysis è un complesso architettonico in cui si fondono elemnti tratti dall'Art Noveau e dalla secessione viennese, con spunti tratti dall'architettura classica
Via La Croce - Capri
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NOTIZIE UTILI
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La villa si apre al pianterreno con un pronao poggiante su quattro colonne preceduto da un'ampia scalinata. Superato il pronao si accede al vestibolo, a destra vi è la scalinata che conduce al piano superiore, sul lato opposto si apriva la veranda che è stata eliminata nel recente restauro. A sinistra del vestibolo si entra nell'ampio salone tripartito da colonne di ordine corinzio e coperto da volte a crociera. La luminosità del salone accentua il nitore dell'ambiente, interamente dipinto di bianco dalle colonne alle pareti. Dalla scalinata del vestibolo, si giunge su un ballatoio che si apre sul vestibolo sottostante e da accesso alla parte privata della villa. Un corridoio disimpegna le varie stanze. Particolarmente curata fu anche la progettazione degli spazi. L'altra parte della villa è il piano seminterrato con le stanze per il personale, una seconda stanza per gli ospiti e la fumeria d'oppio, la cosiddetta stanza cinese. Quest'ultima, di vaste dimensioni, presenta due colonne reggenti un grande architrave che delimitano un patio illuminato da piccole finestre tonde. La stanza ha alcune caratteristiche inconsuete: il soffitto basso, iscrizioni cinesi dorate alle pareti e le rocce, su cui la villa è stata fondata, che affiorano in un angolo creano un'ambiente misterioso e di forti rimandi simbolici. Nella villa si intrecciano e si fondono sia elementi tratti dalla cultura architettonica europea moderna sia dall'architettura classica.
Jacques d'Adelsward Fersen, arrivato a Capri nel 1904, decise di costruirsi una villa in un luogo isolato e, a questo scopo, acquistò, dalla famiglia Salvia, la zona sotto la villa di Tiberio per edificarvi la villa destinata a diventare una sorta di compendio delle sue esperienze culturali. L'opera viene attribuita in parte allo stesso Fersen e in parte all'amico scenografo e incisore Edouard Chimot che probabilmente seguì i lavori della villa. I lavori furono completati nel 1905 e la villa, che all'inizio fu chiamata “La Gloriette”, prese succesivamente il nome di Villa Lysis in omaggio a Liside, discepolo di Socrate e menzionato in uno dei dialoghi di Platone.
G. CANTONE - I. PROZZILLO, Case di Capri ville, pa
10 novembre 2010
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