Il castello, di epoca longobarda, fu distrutto da Bono console e duca di Napoli, come si rileva dalla iscrizione, dell’834 d.C., posta sulla sua tomba. Alla metà del terzo secolo fu dato dall’imperatore Corrado il Salice a Tommaso d’Aquino e, nel periodo dell’ostilità tra Angioini e Durazzeschi, in esso si stabilì la Regina Giovanna II. Nel XV secolo la struttura medioevale subì grandi trasformazioni, si realizzò, tra l’altro, il fossato con massicci bastioni e un ponte levatoio. In questo secolo oltre ad assumere un importanza strategica, assunse anche il ruolo di residenza regale. Nel settecento si accentua ulteriormente il ruolo residenziale; il palazzo fu ampliato e arricchito di nuovi elementi architettonici tra cui il Kafeehaus nel giardino. Il feudatario Ferdinando de Cardenas intraprese ingenti opere di ammodernamento che terminarono nel 1767, realizzando anche il camminamento sopra le mura. Ulteriori lavori furono eseguiti alla fine del settecento in occasione delle nozze di Maria Giuseppa de Cardenas con il generale Francesco Pignatelli; molto probabilmente è di questo periodo la costruzione del ponte di ingresso poggiante su archi. Nel 1812, alla morte dell’ultima erede della casata de Cardenas, il castello passò al Principe Francesco Pignatelli di Scalea. Fu ereditato in seguito dal conte Carlo Spinelli di Scalea che lo alienò, nel 1925, al Comune di Acerra, il quale riunì in un solo edificio gli uffici pubblici della città . In seguito al trasferimento del Municipio, oggi il castello sta assumendo sempre più carattere culturale, ospitando la biblioteca e un museo.
Il Castello Baronale è il monumento di Acerra più ricco di storia, in esso sono stratificate tutte le vicissitudini della città . D’impianto tardo quattrocentesco, appare come un grande palazzo difeso da torri che emergono da un robusto bastione cinto da un ampio fossato che gli conferisce l’aspetto di una fortezza impenetrabile. L’accesso avviene tramite un ponte su tre arcate che immette al portale d’ingresso ai cui lati sono collocati due stemmi araldici, a sinistra è visibile quello che riporta l’effige della casata dei Lemos e a destra quello delle famiglie Cardenas e Pignatelli antichi proprietari. L’edificio d’ingresso, d’origine quattrocentesca trasformato nel settecento, è costituito da un androne, che conserva nella volta tracce di affreschi, ai cui lati vi sono ambienti in passato destinati a corpi di guardia. Attraverso l’androne si accede ad un cortile dominato dal palazzo settecentesco da cui sporge un’alta torre in tufo testimone della fortezza medioevale. Sulla destra dell’androne ha inizio una scala che conduce all’antico cammino di ronda, che oggi riversa in cattive condizioni ma che consente gradevoli scorci sulla città . Continua...
Il settecentesco palazzo è bucato in asse con l’ingresso da uno alto androne voltato a botte che introduce in un secondo cortile definito su tre lati dalla mole del palazzo e concluso da un alto muro. A sinistra dell’androne ha inizio lo scalone che all’ingresso presenta un mascherone raffigurante un satiro, in passato utilizzato per spegnere le torce. I danni prodotti dalla seconda guerra mondiale e i recenti cambiamenti di destinazioni d’uso hanno cancellato molti aspetti del palazzo, non è più possibile ammirare la cappella gentilizia che, ancora riportata in una perizia del 1817, era coperta con una finta lamia e possedeva un altare in muratura decorato in stucco. Recenti restauri hanno messo in luce, al secondo piano su una porta d’ingresso, tracce di decorazioni parietali in stile romanico: tarsìe murarie in tufo giallo e grigio e citrino giustapposte in opera che seguono un disegno geometrico.
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Tipologia : Castello - Struttura fortificata destinata originariamente alla difesa
Epoca: IX secolo, con modifiche settecentesche
Indirizzo: Piazza Castello - Acerra
Inquadramento urbanistico:
L’edificio, con la sua possente mole esalta l’intera piazza Castello, luogo dove si svolgono tutte le manifestazione più significative della città , divenendo nel contempo, testimone delle vicissitudini storiche e odierna scena degli eventi culturali cittadini.
Itinerari:
Architetture di difesa: Castelli e Fortezze
Fonti Bibliografiche:
A. MONTANO - C. ROBOTTI, Il Castello Baronale di Acerra - Storia architettura Ambiente, Metis, 1997
Stato di conservazione:
Buono