La fondazione del castello di Pino, come si evince da un documento del XVII secolo, risale al 949 da parte del ducato Amalfitano che aveva esteso il suo territorio fino al versante Est dei Monti Lattari. Fu edificato isolato su una collina a circa 570 mt. s.l.lm., sull’antica strada dal valico Pini-Agerola. La costruzione continuò ad assolvere la sua funzione strategica anche dopo il periodo amalfitano; documenti risalenti all’epoca sveva, datati tra il 1241 e il 1245, riportano di un intervento di riparazione del Castello. Il periodo angioino fu determinante per la vita del castello-villaggio, infatti, con lo spostamento del centro politico ed economico verso Castellammare, l’abitato andò in crisi e molte famiglie lo abbandonarono per spostarsi nei centri vicini. Nel XV secolo, Pino era disabitato ma le sue tre chiese ancora officiavano. Oggi restano i ruderi del castello-villaggio.
Nell’antica località ove sorgeva il Castello di Pino di cui si scorgono i ruderi di muretti a secco e terrazzamenti che si trovavano negli orti e nei poderi coltivati a vigneto come si evince da documenti risalenti all’epoca medievale. La struttura difensiva si componeva di una possente cinta muraria che proteggeva il nucleo abitato, di un fortilizio e annesso torrione. Le basse mura che scorgiamo sono quelle che, sia per la posizione addossata al pendio che per la fitta vegetazione che le ha in parte coperte si sono meglio conservate. Emergono, all’interno di quel che rimane del circuito murario, i resti di una possente muratura: il torrione, quello che intravediamo è l’angolo occidentale e parte del basamento perimetrale. Interessanti sono i resti di mura che individuano ambienti, cisterne e tratti di pavimento realizzato in cocciopesto.
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Tipologia : Ruderi architettonici - Ciò che rimane di edifici di epoca successiva a quella romana
Epoca: X secolo
Indirizzo: Località Lattaro - Pimonte
Itinerari:
Architetture di difesa: Castelli e Fortezze
Fonti Bibliografiche:
AA.VV. Guida a "Monumenti porte aperte Napoli sud", Longobardi, 1996; F. CORDELLA, A guardia del Territorio, Altrastampa, 1998
Stato di conservazione:
Rudere