PIANIFICAZIONE TERRITORIALE
Progetto Industrie a Rischio di Incidente Rilevante
Gli allegati
Studio di Fattibilità 'Industrie a Rischio di Incidente Rilevante della Provincia di Napoli' -
Lo studio di fattibilità ha riguardato l'adeguamento del PTC alle norme relative all?attuazione dell'art.14 del D.Lgs. 334/99 e del D.M. LL.PP. 9 maggio 2001, in materia di ?controllo dell?urbanizzazione? ed ai ?requisiti minimi di sicurezza? nelle aree interessate dalla presenza di stabilimenti a rischio di incidente rilevante.
Tale studio, promosso dal Ministero delle Infrastrutture, è finalizzato a supportare, con la collaborazione degli Enti territoriali provinciali e comunali, l?attuazione delle norme relative al "controllo dell'urbanizzazione" nelle aree ove sono ubicati gli stabilimenti "Seveso".
Relazione Finale
Lo studio si è articolato in più fasi operative preliminarmente precedute dalla ricerca dei materiali disponibili e dalla conoscenza dello stato di attuazione e normativo nazionale in materia. Le fasi operative successive sono state quelle di formulare criteri per l'acquisizione e la valutazione dei dati indispensabili per la conoscenza delle problematiche connesse al rischio industriale sul territorio provinciale. In merito si è proceduto all'acquisizione di tutti i dati relativi al rischio tecnologico, raccolti in schede tecniche in cui è riassunta l'attività dell'impianto, gli scenari incidentali e le aree di danno relative. Si è, quindi, individuata la vulnerabilità del territorio, attraverso la ricerca degli elementi territoriali, infrastrutturali e ambientali e quelli connessi al rischio naturale ed antropico. Si è proceduto alla ricognizione delle previsioni di pianificazione territoriale, ambientale ed urbanistica relativa alle aree interessate dallo studio di fattibilità. Si sono definite le metodologie per la verifica della compatibilità territoriale (a livello comunale) e ambientale (a livello provinciale) e per la riduzione della vulnerabilità territoriale ed ambientale.
Per approfondimenti, si veda il seguente capitolo della Relazione:
- All. 3.1 Scheda di individuazione delle elementi territoriali vulnerabili
- All. 3.2 Schede di rilevamento delle infrastrutture della mobilità e tecnologiche
- All. 3.3 Scheda di individuazione degli elementi ambientali vulnerabili
- TAV. A Inquadramento corografico impianti esistenti
- TAV. C Elementi territoriali
- TAV. E Elementi ambientali
- TAV. F Elementi di rischio naturale
- TAV. F1 Stato ambientale dei corpi idrici sotterranei
4. LA VALUTAZIONE DELLA COMPATIBILITA' TERRITORIALE ED AMBIENTALE
5. SOSTENIBILITA' ECONOMICA E FINANZIARIA PER LA MITIGAZIONE E LA RIDUZIONE DEL RISCHIO
Per approfondimenti, si veda il seguente capitolo della Relazione:
6. INDIRIZZI PER LA FORMAZIONE DEGLI ELABORATI RIR COMUNALI.
Inoltre, al fine di approfondire alcune tematiche relative al rapporto tra la localizzazione degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante e l'eventuale formazione di un area ecologicamente attrezzata è stata elaborata una ipotesi, sulla base di un caso territoriale reale attraverso un "progetto pilota" operativo e sono state verificate le condizioni di sostenibilità/fattibilità economica, sociale e ambientale per l'istituzione di un'area ecologicamente attrezzata che ricomprenda uno stabilimento a rischio di incidente rilevante.
Per approfondimenti, si veda il seguente capitolo della Relazione:
Il presente studio consentirà, quindi, di dotare il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Napoli, allo stato in fase di stesura definitiva, dei necessari elaborati conoscitivi e di coordinamento previsti dal DM 9 maggio 2001 e finalizzati a garantire, mediante l'attività di pianificazione territoriale, i principi di tutela delle risorse ambientali e naturali, nonché della salute umana.
Per approfondimenti, si veda il seguente capitolo della Relazione:
8. I CRITERI NORMATIVI PER IL PTC
2. CONCLUSIONI
Il PTC della Provincia di Napoli individuerà, sulla base delle risultanze dello studio in questione, gli "elementi territoriali e ambientali vulnerabili" su scala provinciale in condizione di rischio di incidente rilevante mentre a scala locale, i Comuni saranno impegnati nell'individuazione di ulteriori elementi, sia territoriali che ambientali, vulnerabili (quali, ad es. il reticolo idrografico minore, pozzi, sorgenti, ecc.).
L'analisi condotta sui 41 impianti in attività, che rientrano nel campo di applicazione della normativa di cui al citato D.L.gs 334/99 (di cui 12 all'art. 8 e 29 all'art.6) potrà essere estesa, in sede comunale se ritenuto necessario, agli stabilimenti di cui all'art.5 del citato Decreto.
Le informazioni hanno consentito una prima verifica di compatibilità su un caso studio, delineando una metodologia di riferimento soggetta comunque ad approfondimenti da parte del Comune in sede di elaborazione dell'elaborato RIR.
I Comuni, inoltre, valuteranno la "Compatibilità territoriale e ambientale" definendo la distanza tra gli stabilimenti e gli elementi territoriali e ambientali vulnerabili affinché siano garantite le condizioni minime di sicurezza.
La predetta "compatibilità" è verificata secondo i criteri di cui al parag. 6.3.1 dell'allegato al citato DM 9 maggio 2001 e valutata in relazione alla sovrapposizione delle tipologie di insediamento, categorizzate in termini di vulnerabilità nella tab.1 del citato allegato (categorie territoriali compatibile) con l'inviluppo delle aree di danno, come evidenziate dalle successive tab. 3a e 3b (categoria degli effetti e della classe di probabilità).
Le aree di danno, riportate negli elaborati, sono state individuate sulla base delle informazioni fornite dai gestori e dagli Enti di controllo (autorità di cui agli artt. 20 e 21 del D.Lgs 334/99).
La predetta individuazione costituisce una prima selezione, in quanto, il Comune ne potrà ampliare la portata sulla base dell'approfondimento della specifica realtà locale.
Dalla analisi delle valutazioni condotte è emerso, come dato generale, una diffusa incongruenza tra le zone territoriali omogenee previste dalla strumentazione urbanistica e gli insediamenti industriali a rischio di incidente rilevante esistenti sul territorio provinciale.
Sono evidenti quelle "anomalie urbanistiche" in cui gli impianti industriali a rischio di incidente rilevante, si trovano spesso inseriti nel tessuto urbano o comunque a confine con centri storici o con zone residenziali ad alta densità abitativa.
In tale situazione, la normativa nazionale e comunitaria impongono la razionalizzazione delle scelte territoriali ed urbanistiche finalizzate a dettare la disciplina, oltre che per la localizzazione di nuovi insediamenti ecologicamente compatibili, tesa a porre rimedi a situazioni esistenti e stratificatesi nel tempo.
A tal fine lo studio propone l'individuazione, nell'ambito del PTC, di criteri di "Sostenibilità economica e finanziaria per la mitigazione e la riduzione del rischio" e la formulazione di "Indirizzi per la formazione degli elaborati RIR Comunali", suggerendo, nel contempo, un ulteriore aumento del livello di sicurezza in aderenza al "principio di prudenza" auspicato dalla citata normativa di settore.
In conclusione il documento e gli elaborati prodotti, costituiscono anche l'esplicitazione di un percorso metodologico e conoscitivo finalizzato a sviluppare le potenzialità degli strumenti di pianificazione per la "messa in sicurezza" del territorio dal rischio tecnologico. Sotto questo profilo, quindi, il lavoro può essere utilizzato non solo in ambito del PTC provinciale, ma può costituire anche un riferimento più generale nell'ambito dell'attività di pianificazione del territorio.
13 gennaio 2009
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